WooCommerce è il modo più flessibile per vendere su WordPress, ma la configurazione iniziale decide metà del risultato: prodotti, spedizioni, tasse e pagamenti vanno impostati con criterio prima di aprire, perché cambiarli dopo significa rivedere ordini e fatture già emesse.
Qui trovi l’ordine corretto di configurazione, le decisioni da prendere prima di toccare le impostazioni e i due punti in cui la maggior parte dei negozi si blocca: prestazioni e SEO.
Le decisioni da prendere prima di installare
- Cosa vendi: prodotti semplici, variabili (taglie, colori), digitali o servizi
- Dove spedisci: solo Italia, Europa, o anche fuori. Cambia le zone e i costi
- Come calcoli le tasse: prezzi con IVA inclusa o esclusa, e con quale aliquota
- Chi gestisce gli ordini: una persona sola o più, e con quale frequenza si controllano
- Cosa succede se un prodotto finisce: si nasconde, si mostra come esaurito, si accettano preordini
Queste cinque risposte determinano la configurazione. Cambiarle dopo l’apertura è possibile ma costoso: le zone di spedizione e le aliquote toccano ordini già registrati.
L’ordine di configurazione
| Passo | Cosa impostare | Perché in questo ordine |
|---|---|---|
| 1. Impostazioni generali | Paese, valuta, unità di misura | Tutto il resto dipende da qui |
| 2. Tasse | Aliquote, prezzi con o senza IVA, numeri di partita IVA | Determina i prezzi mostrati |
| 3. Spedizioni | Zone, metodi, soglie di spedizione gratuita | Determina il costo finale al checkout |
| 4. Pagamenti | Gateway, valute, stati dell’ordine | Determina cosa succede dopo l’acquisto |
| 5. Prodotti | Categorie, attributi, varianti, immagini | L’ultimo passo, quando il resto è pronto |
| 6. Email | Conferma ordine, spedizione, resi | Vanno personalizzate con il tono del negozio |
L’errore frequente è partire dai prodotti: si caricano cinquanta articoli e poi si scopre che le zone di spedizione sono sbagliate o che l’IVA è impostata male, e va ricontrollato tutto.
Prodotti: semplici, variabili, attributi
Un prodotto semplice ha un prezzo e una disponibilità. Un prodotto variabile ha attributi (taglia, colore) e una variante per ogni combinazione, con prezzo e giacenza propri. La seconda struttura è più potente e più laboriosa: se le varianti sono tante, conviene crearle con un import CSV invece che a mano.
Le immagini devono essere coerenti tra loro: sfondo, luce, inquadratura. Su un catalogo, l’incoerenza visiva si nota prima della descrizione e dà l’impressione di un negozio improvvisato.
Tasse e fatturazione
WooCommerce gestisce le aliquote IVA per paese e per tipo di prodotto. Due impostazioni da decidere subito: se i prezzi inseriti sono con IVA inclusa (la scelta normale per il pubblico italiano) e come gestire le vendite a privati e ad aziende.
Per la fatturazione elettronica e gli adempimenti fiscali conviene sentire il proprio commercialista prima dell’apertura: il sito deve produrre i dati che servono, e aggiungerli dopo è più faticoso che impostarli dall’inizio.
Spedizioni
Le zone di spedizione si configurano per area geografica, con metodi diversi (tariffa fissa, gratuita sopra una soglia, corriere specifico). Le decisioni che contano: quanto costa spedire davvero, se il costo è incluso nel prezzo, e cosa succede per le isole o per l’estero.
La spedizione gratuita sopra una soglia è uno strumento efficace, ma va calcolata sul margine: se il prodotto costa 20 euro e la spedizione 7, regalarla sopra i 30 euro può azzerare il guadagno.
Pagamenti
Carte e PayPal sono il minimo. Il gateway più diffuso per le carte è Stripe, con commissioni intorno all’1-2% più un costo fisso per transazione; PayPal costa un po’ di più ed è percepito come più sicuro da una parte dei clienti.
Da configurare anche gli stati dell’ordine: cosa succede quando il pagamento va a buon fine, quando è in attesa, quando viene annullato. Un ordine pagato ma rimasto “in sospeso” è un cliente che scrive tre email.
Prestazioni: WooCommerce è pesante
Ogni pagina di un negozio carica più script e query di un sito vetrina: filtri, carrello, pagamenti. Senza attenzione, il negozio diventa lento proprio sulle pagine che devono vendere.
Tre interventi: immagini dei prodotti in WebP e alla dimensione giusta, cache delle pagine (escluso carrello e checkout, che devono restare dinamici), e hosting adeguato al traffico. Le soglie da tenere presenti sono le solite: LCP sotto 2,5 secondi, INP sotto 200 millisecondi, CLS sotto 0,1.
SEO per un e-commerce
Tre livelli, in ordine di impatto: le categorie (che intercettano le ricerche generiche), le schede prodotto (che intercettano le ricerche specifiche con marca e modello) e i contenuti editoriali (guide che portano traffico e linkano i prodotti).
Da non dimenticare: un testo unico per ogni scheda (non quello del fornitore), URL brevi con il nome del prodotto, dati strutturati di prodotto con prezzo e disponibilità, e la gestione dei prodotti esauriti, che non vanno cancellati ma nascosti o segnalati.
La configurazione tecnica fa parte del progetto descritto nella pagina ecommerce WordPress; per la scelta della piattaforma c’è il confronto tra WordPress e Shopify, e per cosa serve prima di aprire leggi cosa serve per vendere online.
Domande frequenti
WooCommerce è gratuito?
Il plugin sì. I costi arrivano da hosting adeguato, tema, estensioni a pagamento per funzioni specifiche (abbonamenti, fatturazione, corrieri) e manutenzione. Su un negozio attivo, il costo ricorrente va messo a budget.
Meglio partire con pochi prodotti?
Sì. Dieci o venti prodotti curati bene funzionano meglio di cento schede copiate dal fornitore. Il catalogo cresce quando il processo di vendita funziona, non prima.
Si possono importare i prodotti da un altro sito?
Sì, con un file CSV: si importano prodotti, varianti, prezzi e immagini. È la strada normale quando si migra da un’altra piattaforma o si ha un catalogo già strutturato in Excel.
Stai aprendo un negozio online o hai un WooCommerce da sistemare? Scrivimi quanti prodotti hai: ti dico cosa serve configurare prima di aprire.